L’esperienza di come puntare a realizzazioni di qualità anche attraverso procedure basate sulla trasperenza

Sera memoria incendioSe esiste un esempio in cui ha senso il detto “Non tutti i mali vengon per nuocere” questo è espresso dall’esperienza di Città della Scienza della Fondazione IDIS di Napoli.

IncendioIl drammatico incendio sviluppatosi nel 2013 nella sede del noto Science Center napoletano a Bagnoli, ha presagito la definitiva chiusura del centro con tutto quanto rappresentava: la sua eccellente esperienza di diffusione della cultura scientifica, il luogo di incontro e formazione, l’incubatore per le start up.
Questo incendio ha invece determinato un effetto contrario alimentato da un forte spirito di solidarietà da parte di un’immensa comunità che ha convinto la Fondazione IDIS a far ripartire l’esperienza di successo sviluppata negli anni passati.


Nel suggerire come riavviare la ricostruzione tra i tanti c’è stata la Fondazione ArchIng, convinta che questa sarebbe stata l’occasione per avere l’approccio corretto contro la corruzione, contro le infiltrazioni mafiose o i clientelismi di varia natura, contro la mediocrità progettuale e realizzativa.
In altri termini si è considerato necessario puntare sulla qualità attraverso progetti d’eccellenza stimolati da procedure trasparareeenti e secondo giusti metodi.

Questo si è avverato attraverso la concezione e l’avviamento di una procedura che ha permesso di realizzare un capitolato d’appalto con specifiche molto ben studiate (chi ha lavorato con il Presidente Vittorio Silvestrini o il direttore  Luigi Amodio sa che qualità e attenzione sanno mettere).
Il procedimento, studiato con la Fondazione ArchIng metteva in atto quanto già esistente nella nostra giurisprudenza ma in modo da valorizzare la qualità progettuale (e non il minor costo) e al tempo stesso quello di evitare qualcunque forma di connivenza o interesse diverso.terrazza
Questa procedura prevedeva due fasi, una di sviluppo di idee libera e aperta e una seconda di capacità di approfondimento progettuale e capacità realizzativa secondo affidabilità ed esperienza.

FASE 1

Questa prima parte del processo di espletamento del bando concorso aveva l’obiettivo di raccogliere i migliori contributi creativi di qualunque progettista professionista (bastava essere ingegneri o architetti con partita iva e non avere pendenze contributive) liberando i partecipanti da vincoli e requisiti ostativi, aprendo così alle idee di giovani, di creativi e visionari. Questa partecipazione (nel caso di questo progetto di 98 partecipanti) ha così favorito la qualità dell’idea progettuale unico aspetto che veniva valutato in questa fase

Anche la scelta della commissione esaminatrice è stata fatta con intelligenza. La Fondazione IDIS non ha direttamente identificato i diversi membri della commissione bensì ha delegato ad alcuni soggetti istituzionali il compito di identificare a loro volta un professionista idoneo a far parte della commissione.
Dopo l’arrivo dei progetti e la creazione della Commissione si è passati all’esame degli elaborati attraverso una sessione di lavoro durata tre giorni a tempo pieno.  Ed ecco così è stata svolta la prima fase con la selezione di 15 progetti.

FASE 2
Ai vincitori di questa prima fase, diciamo di presentazione dell’idea, è stato chiesto di sviluppare ulteriormente il proprio progetto con il coinvolgimento e il contributo di imprese e delle competenze necessarie per dare robustezza e affidabilità all’idea iniziale attraverso un raggruppamento capace di realizzare quell’opera.
In questo modo il progettista originale ha avuto garanzia che si sarebbe sviluppata la “sua” idea progettuale con un raggruppamento da lui definito.
I 15 progettisti selezionati nella prima fase hanno lavorato per l’approfondimento progettuale e per la costituzione del raggruppamento idoneo alla realizzazione dell’opera proposta, composto da un team di lavoro con le necessarie competenze e le capacità imprenditoriali, quindi economico finanziarie e professionali, anche alla luce delle esperienze pregresse.
E’ così si è arrivati al lavoro finale della commissione e alla selezione del vincitore e degli altri progetti menzionati con relativo riconoscimento economico.
Ma per il vincitore il vero riconoscimento (oltre a quello economico) è stata la garanzia che venisse realizzato il proprio progetto.
RICORSI
Questa procedura ha avuto anche il merito di evitare ambiguità e conflitti, con il risultato che non c’è stato nessun ricorso.vv

Durante l’evento si sono avuti molti spunti. Ed ecco la sintesi dei diversi interventi.

silvestriniAl benvenuto del prof. Vittorio Silvestrini Presidente della Fondazione IDIS che ha velocemente tracciato l’esprienza della ripartenza dopo l’incendio, ha fatto seguito l’introduzione dell’ing Tomasi Presidente della Fondazione ArchIng che ha illustrato il ruolo e l’impegno della Fondazione e ha ricordato la forte sinergia con Fondazione IDIS per la ricostruzione di Città della Scienza.

A seguire Tomasi2 Mauro di Martino, già videpresidente Inarcassa e consigliere della Fondazione ArchIng che con la sua esperienza sui lavori pubblici ha contribuito alla stesura del bando, ha messo in luce quanto fatto è, alla fin fine attinente alle norme e al codice degli appalti con attenzione alla qualità progettuale.
La selezione è stata orientata alla preminenza della qualità rispetto al prezzo più basso. Il concorso è stato concepito (e si intende che debba essere sempre così) per conferire l’affidamento per la realizzazione dell’opera. Lo stesso compenso è da considerarsi come un’anticipazione dell’attività professionale dei lavori successivi. Sono stati in realtà dati anche premi minori e rimborsi spese.

Mauro di MartinoPicture

E’ interessante notare l’attenzione affinchè il progetto non diventasse solo un preliminare che poi potesse essere scalzato da altri progetti o varianti collegati all’impresa appaltatrice, ma è risultato parte integrante dell’appalto di realizzazione. Il progettista deve infatti poter sviluppare la sua idea  evitando che magari venga poi indegnamente sostituito da consulenze di soggetti terzi che a vario titolo alterano il progetto originario. Attenzione questa che rafforza la volontà alla moralizzazione e ai corretti rapporti tra colleghi professionisti, colleghi operanti nella P.A. o nelle imprese).

Per questo in generale un progetto va sviluppato in più momenti, come detto una fase 1 dove si acquisiscono idee e soluzioni progettuali con libera partecipazione di ingegneri, architetti indipendentemente dai prerequisiti tecnici-organizzativi (non si usa come filtro perliminare dei partecipanti) e con documentazione richiesta minima ( in questo caso composta da sole due tavole di sintesi). txt

A seguire la fase 2 dove i concorrenti devono dimostrare con ulteriori tavole (quattro per questo progetto) anche le capacità tecnico-organizzative  e di gestione di commesse. Si possono formare rapggruppamenti anche con altri (che non abbiano partecipato al concorso) Quindi si crede sia opportuno orientarsi verso appalti integrati frutto di concorsi anonimi aperti il più possibile e che possano in prospettiva essere adottati nel codice della stazione appaltante.

Lettieri antonioAntonio Lettieri della Fondazione IDIS ha poi approfondito e ha segnalato l’apertura internazionale ottenuta, la partecipazione di molti liberi professionisti e il criterio per la  composizione della commissione giudicatrice. Dopo poco più di un anno dall’incendio c’è stato l’accordo di programma (per la gestione di risorse per circa 2 mio€), precisamente il 14 ago 2014 con IDIS, Ministeri Ambiente e MIUR e Regione Campania. L’accordo è poi stato pubblicato sull’ANAC (Autorità Nazionale AntiCorruzione) .

Nelle foto Antonio Lettieri Coordinatore Amministrativo IDIS e del Procedimento Amministrativo del Bando

Lettieri antonio2Primo passo a seguire l’accordo di programma: il CdA di IDIS nomina il RUP (responsabile unico del procedimento e anche del trattamento dati del concorso) e definisce che la commissione giudicatrice sia esterna e sia essa a sua vola ad identificare i nomi della commissione.
IDIS identifica nel CNI (Consiglio Nazionale Ingegneri, nella Fondazione Architetti e Ingegneri, in INARCASSA i soggetti a cui affidare tale incarico. A loro volta essi hanno scelto i professionisti idonei a far parte della commissione come Arch. Barozzi pluripremiato che lavora a Barcellona (noto perchè spesso critico sul modo di operare in Italia nei concorsi).

Il committente con il supporto della Fondazione Arching elabora quindi il Preliminare di Bando (arch. Giusti e arch. Visone e il supporto dell’ing. Marco Senese della Fond. ArchIng) che così è pronto il 12 novembre 2014 definendo i desiderata e la scaletta della tempistica necessaria per riprendere le attività ora ferme. In passato si era partiti nel ’97 e sie era attivato il Centro nel 2001. Ora si intende ripartire nel 2018 visto che la commissione ha decretato il vincitore il 20 ago 2015.

Poi c’è stato l’intervento di Gigi Amodio nel ruolo di Presidente della Commissione esaminatrice, con cui ha dato preziosi spunti sull’importanza della scelta dell’edificio nella condizione di lavoro e di gestione che il Science Center poi svolge in termini di comunicazione della scienza e dell’arte. “QuandoGigi Amodio2 un direttore si pone problemi di come far lavare i vetri a 20 metri di altezza non si può concentrare con la dovuta attenzione sui problemi didattici e di divulgazione”.

Gigi Amodio Direttore di Città della Scienza e Presidente della Commissione giudicatrice.

Sul progetto, vista la sua estrazione non di tecnico (ingegnere o architetto) ha nominato un coordinatore tecnico (prof. Nicolini, poi prof. Purini) e con la commissione si sono poi concentrati per 3 giorni nella selezione dei progetti della prima fase (i famosi 98) . Ha poi presentato i criteri di riferimento per definire la graduatoria:

  • criterisviluppo urbanistico-paesaggistico quindi  inserimento nel contesto di Bagnoli e della città (max 15 punti)
  • la composizione architettonica (max 35 punti) il rapporto tra spazi aperti e integrazione con il preesistente, non tralasciando lo stesso modo di presentare e rappresentare la soluzione
  • sostenibilità ambientale, fattibilità e durabilità soprattutto sugli aspetti energetici (max 20 punti)
  • sostenibilità
  • layout funzionale (max 30 punti) nella sua pienezza quindi valutando l’attenzione verso tutte le categorie di utenza come ad esempio le famiglie e i bambini. La sua esperienza ha poi fatto sì che si considerasse l’ordine interno: flussi dalla biglietteria alla sicurezza, dagli ingressi e uscite multiple ai servizi al pubblico e all’area congressi.

CantoneA seguire c’è stato il collegamento skype con Cantone Presidente dell’ANAC Autorita Nazionale dell’Anti Corruzione sul tema della Riscrittura del Codice degli appalti  dove a guidare il lavoro sono gli obiettivi di anticorruzione, trasparenza e qualità degli appalti che impone una progettazione ben fatta e la chiarezza di ruolo tra chi lavora nella PA e chi è esterno alla PA.

A seguire la ex Presidente di INARCASSA l’Arch. Paola Muratorio nel ruolo di progettista coinvolta nella Commissione ha messo in luce la lungimiranza e l’entusiamo (oltre al coraggio) del committente Fondazione IDIS disponibile anche nei confronti di chi non conosceva (non dei soliti noti all’amministrazione…) e soprattutto nella capacità di esprimere correttamente le esigenze e definire le specifiche.
Il lavoro della commissione è stato un confronto ricco e animato dove non c’erano primedonne e dove il supporto di esterni consulenti (CNR per la parte sostenibilità) è stato di grande utilità. aree

Per i concorsi serve una specifica normativa affinchè le PA non si spaventino ma abbiano una traccia con procedure semplici ma efficaci. Importante appunto per il Concorso di progettazione che permetta di costruire il team di realizzazione a seguire le idee. Le linee ANAC cap. 8  per le tipologie di affidamento dove è espresso il Concorso di progettazione e il concorso di idee in qualche modo devono convergere così da dare spazio non solo alle archistar.

premA seguire l’arch Tomasi presenta il team vincitore composto dagli architetti Ciotola e Gualtieri ma anche da chi aveva promosso la risposta al bando arch. Fronzoni. A premiarli l’Ing. Postiglione rappresentante della capogruppo della RTI STIGEN Partners vincitrice del bando.
I giovani architetti progettisti hanno così costruito un raggruppamento con coloro con cui normalmente lavorano, dando garanzia di continuità di lavoro.

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Gli architetti vincitori hanno descritto l’impostazione del progetto partendo dalla comprensione dei luoghi a partire dalla Napoli del ‘700 per arrivare alla concezione di un edificio di 3 piani in cui la parte centrale è vuota interpretando in modo particolare il rapporto tra esterni ed interni.
La forma compatta si sviluppa lungo l’asse longitudinale Nord-Sud  anche per garantire un buon rapporto superfici/volumi e quindi un buon livello di risparmio energetico.
Lo spazio esterno mette in relazione tre aree funzionali. Contrariamente ai musei tradizionali sviluppati lungo un unico percorso espositivo, questo spazio permette di interagire liberamente, dando all’utenza la libertà di spostarsi da aree di esposizione permanente a temporanee da exhibit interattivi a eventi. areenapoli old

L’architettura immaginata dai progettisti coglie l’opportunità di affacciarsi sul mare di Bagnoli e cambia veste tra il giorno, compatta e austera come le architetture presenti a Napoli dal ‘700 e la notte dove le aperture con luci rosse richiamano la sua recente e drammatica storia del fuoco del 2013.

Ma per apprezzare il valore progettuale (non solo del progetto vincitore) bisogna andare a vedere la mostra con l’esposizione dei progetti, in attesa della realizzazione dell’opera vincitrice.

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Carlo Crespellani Porcella

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